David Bowie: icona musicale che ha influenzato la moda

Bowie Salute Glast 600

Prima di Lady Gaga e Madonna, c’è stato lui, David Bowie che per oltre quarant’anni ha sconvolto i generi sia musicalmente che nella vita. Fin dagli esordi si presenta come personaggio ambiguo e teatrale. Aiutato da stilisti come Yamamoto o Alexander McQueen, ma anche pescando abiti e accessori nei mercatini, David riusciva ogni volta a rivoluzionare lo stile. Amava provocare. Indossava con naturalezza pantaloni rosa e abiti da donna, orecchini chandelier e giubbotti di cuoio. Oggi i suoi look sono pezzi in mostra nei musei più importanti, come il prestigioso V&A di Londra.

Alla Mostra non aveva collaborato direttamente, limitandosi a mettere a disposizione il suo archivio, lasciando che il museo scegliesse autonomamente dal suo passato. E che storia: un percorso che cominciava con il Bowie ragazzino, anno 1963, sassofonista ancora con il nome di David Jones per la band The Kon-rads nella Londra di meta’ anni ’60. Poi la stanza di Ziggy Stardust con la tuta spaziale disegnata per lui e con lui da Freddie Burretti nel ’72 per l’album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars in cui interpreta il ragazzo divenuto rockstar grazie agli extraterrestri venuti da Marte. E’ il Bowie androgino che appare sulla Bbc con i capelli arancioni, gli stivali rossi e la tuta multicolor. Poi c’è il Bowie che amava Lindsay Kemp, l’arte del mimo e le performance giapponesi Kabuki, come testimoniano le foto di Brian Duffy per la copertina di Aladdin Sane per il cui tour ebbe gli stupendi vestiti di Kansai Yamamoto, mentre vestito da Pierrot con i costumi disegnati per lui da Natasha Korniloff appare nella copertina e nel video per l’album Scary Monsters del 1980.

David Bowie lasciava il segno da vera style fashion icon, trendsetter capace di influenzare moda, arte, design, persino beauty.

David Bowie si occupa dagli anni ’90 anche di pittura: i suoi quadri vengono esposti in molti musei, soprattutto britannici e statunitensi; è anche fondatore di un’associazione che intende favorire la visibilità di opere di giovani artisti.

 

BOWIE E LA MODA

Sono state create tantissime collezioni ed omaggi ispirati al Duca Bianco, da Freddi Buretti, il suo primo costumista negli anni ’70 a Jean Paul Gaultier, Givenchy, Dries Van Noten, Castelbajac e Alber Elbaz.

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Scary Monster  Costume Pierrot di Natasha Korniloff(1980)

Ziggy Stardust Freddie Burretti per Ziggy Stardust Tour

Con Alexander McQueen disegnò il famoso cappotto con la Union Jack per la cover dell’album the Earthling (1997).

Foto della cover dell'album The Earthling

OutsideAlexander McQueen (1995) per Outside Tour

Earthling tourGold Brocade Jacket 1997 di McQueen per l’Earthling Tour 

 (2001)

HeathenCompleto in seta blu disegnato per Dior nel 2002

Una passione ricambiata, riaccesa recentemente dal ritorno punk rock anni ’80 sulle passerelle – a Parigi Jean Paul Gaultier due anni fa intitolò la sfilata Ziggy Stardust per la collezione autunno inverno 2013/2014.

 

Paul Smith, con l’uscita dell’ultimo album “Blackstar”, gli ha dedicato ben due T-shirt in limited edition, una bianca e una nera, in collaborazione con il graphic designer Jonathan Barnbrook. Lo stilista è entusiasta: “Conosco David da anni e ho avuto la fortuna di trascorrere tempo con lui, anche nel passato. Quando nel 2013 mi ha chiesto di collaborare con lui per l’uscita di The Next Daymi sono sentito onorato e lo sono anche per Blackstar.“

 

 

L’EVOLUZIONE NEGLI ANNI

 (1966)

Il 7 novembre del 1969 inizia un breve tour scozzese che coincide con l’uscita del suo secondo album, distribuito nel Regno Unito col titolo David Bowie.Solo nel 1972 verrà ripubblicato col titolo Space Oddity, con il quale è maggiormente conosciuto. Il cantante, le cui precedenti esperienze dal vivo si limitavano soprattutto al rhythm and blues, non è pronto all’accoglienza riservata a quel suo nuovo stile: «Non mi ero reso conto di com’era il pubblico a quei tempi. C’era un revival mood che poi si era trasformato nel movimento skinhead. Mi trovavano insopportabile». Se lo stile di Bowie sta cambiando, lo stesso accade per il suo aspetto e il suo atteggiamento. I capelli in stile militare che aveva dovuto tagliare qualche mese prima per la partecipazione al film The Virgin Soldiers sono ricresciuti e il cantante si presenta con una disordinata permanente riccia, che sfoggia fino agli anni settanta.

Il 22 febbraio gli Hype partecipano ad un evento intitolato Implosion che si tiene alla Roundhouse di Londra. Dopo anni di esperimenti personali con i costumi e il trucco, Bowie costringe tutto il gruppo a indossare abiti stravaganti cuciti da Angela e dalla fidanzata di Visconti. Ogni componente assume l’identità di un personaggio dei fumetti: David, in calze di lurex multicolore, stivali alti e mantello azzurro, diventa “Rainbowman”. Anche se il concerto viene considerato l’atto di nascita del Glam Rock.

A febbraio del 1971 Bowie affronta il suo primo viaggio negli USA per il breve tour promozionale di The Man Who Sold The World. Durante l’ultima fase di lavorazione di Hunky Dory compare un altro elemento cruciale per la futura carriera di Bowie. A partire dal 2 agosto, alla Roundhouse va in scena la produzione statunitense intitolata Pork, adattamento compiuto dal grande Andy Warhol di una raccolta di conversazioni registrate negli ambienti equivoci di New York che mette insieme il travestito Wayne County, le super-maggiorate Geri Miller e Cherry Vanilla, e Tony Zanetta nella parte dello stesso Warhol.  Per Bowie, venire a contatto con la bizzarria di Warhol durante le rappresentazioni di Pork rappresenta un punto di svolta. Dall’incontro vero e proprio con l’artista americano che avverrà il mese successivo, nasce in lui il gusto della fusione tra musica e messa in scena, inizia a personalizzare il look e a capire l’importanza dei media, sfruttandoli per creare di sé l’immagine di una star. Il soggiorno in America gli permette di di conoscere il guru della Pop Art, al quale fa ascoltare l’acetato del suo tributo al maestro. Come ha rivelato il cantante, Warhol non ha una reazione positiva: «Credo che pensasse di essere stato umiliato nella canzone o qualcosa del genere e davvero non era questa l’intenzione, era un ironico omaggio. La prese molto male ma gli piacevano le mie scarpe… ne indossavo un paio che mi aveva dato Marc Bolan, di un brillante giallo canarino, tacco e punta arrotondata… Comunque aveva l’abitudine di progettare scarpe, così abbiamo avuto qualcosa di cui parlare».

La vera esplosione di David Bowie avviene con l’album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars(1972). Si tratta di un album che narra di un mondo sull’orlo dell’apocalisse, in cui l’ultimo eroe è un ragazzo divenuto rockstar grazie ad un aiuto alieno. L’album fu realizzato con l’idea di creare un personaggio che avesse un forte impatto sul pubblico: il trucco pesante e i fumettistici costumi colorati diventarono elementi necessari per creare una cornice mistica attorno alla figura di Ziggy, quindi attorno a Bowie stesso dato che in quel periodo le due entità erano pressoché indistinguibili.Fra il 1972 e il 1973, nei panni di Ziggy Stardust porta in giro uno show dalle mille meraviglie dove il vero Bowie e la figura teatrale si confondono tanto da rendere sottilissimo il confine tra realtà e finzione scenica. Vestito in attillate calzamaglie colorate e costumi sgargianti, i capelli tinti rosso fuoco, Bowie dà il via allo show di Ziggy. È in questo periodo che l’artista passa da una sostanzialmente mediocre notorietà non particolarmente baciata dal successo, ad un vero e proprio status di idolo dei teenagers inglesi.

  

Il  lavoro in studio di Bowie Aladdin Sane(1973). Da Aladdin Sane furono estratti due singoli di successo, che raggiunsero i primi posti della classifica inglese: The Jean Genie e Drive-In Saturday.

  

Da segnalare anche l’iconica immagine di copertina del disco, una foto mezzo busto di Bowie truccato da Aladdin con un fulmine rosso che gli attraversa il viso, che diventerà una delle raffigurazioni più celebri e riconoscibili dell’artista nel corso dei decenni.

Per il personaggio di Ziggy, androgino alieno venuto dallo spazio, l’amore di Bowie per la recitazione e la teatralità lo portarono ad una immersione totale nel suo alter-ego musicale. Con il successo arrivarono però anche svariate difficoltà personali: recitare lo stesso ruolo ancora ed ancora sera dopo sera, rese impossibile a Bowie lo scindere suoi personaggi come Ziggy Stardust, Aladdin Sane, e, successivamente, il “Duca Bianco”, dalla sua vera personalità di uomo. «Ziggy», disse Bowie, «non mi avrebbe abbandonato per anni. Quello fu il punto in cui tutto si spinse troppo in là […] La mia intera personalità ne risentì. Divenne molto pericoloso. Iniziai a dubitare seriamente della mia sanità mentale». Gli ultimi concerti di Ziggy, che includevano canzoni sia da Ziggy Stardust che da Aladdin Sane, furono di una teatralità assoluta e comprendevano momenti studiati di pathos sul palco.

  

L’album Diamond Dogs (1974), diventò numero uno in Gran Bretagna, contenendo brani di successo come Rebel Rebel e Diamond Dogs, e numero cinque negli Stati Uniti. Per promuoverlo, Bowie diede il via allo spettacolare Diamond Dogs Tour, visitando città del Nord America tra giugno e dicembre del 1974. Il tour, fortemente scenografico e teatrale, solidificò lo status di Bowie come superstar. Dopo una pausa a Filadelfia, dove Bowie incise nuovo materiale ci fu un cambiamento di rotta stilistico: Bowie volle eliminare gli orpelli scenografici futuristi della prima fase del tour, per adottare costumi ed ambientazioni più sobrie e finì per ribattezzare il tour “Philly Dogs Tour”.

    

Alla pubblicazione del successivo album Station to Station nel gennaio 1976, fece seguito in febbraio una tournée di tre mesi e mezzo in Europa e Stati Uniti. Il tour comprendeva l’esecuzione delle nuove canzoni dell’album, includendo anche drammatiche performance del nuovo personaggio di Bowie, il “sottile Duca Bianco”, un aristocratico e distante cantante “alla Sinatra” con simpatie destrorse e una forte infatuazione per l’occultismo. Impeccabilmente vestito in eleganti e costosi completi, camicie bianche, pantaloni e panciotto neri; il “duca bianco” era un cantante raffinato che si esibiva in performance struggenti di intensità romantica, pur rimanendo “freddo come il ghiaccio”

     

Il nuovo decennio comincia bene con il successo di Scary Monsters(and Super Creepers) (1980), che produce la hit da primo posto in classifica Ashes to Ashes. Nel video David compare vestito da inquietante Pierrot, in uno dei suoi travestimenti più famosi.Mentre Ashes to Ashes raggiunge la vetta della classifica britannica dei singoli, Bowie inizia a recitare a Broadway in una pièce teatrale tratta dalla triste storia di John Merrik, il cosiddetto “Uomo elefante”, interpretando proprio la parte del deforme Merrick senza l’ausilio di nessun make up e riscuotendo critiche lusinghiere.

L’uscita di Let’s Dance  Bowie si reinventa per l’ennesima volta, ora è il turno del cantante iper-ossigenato ed abbronzato, idolo delle folle, che propone al suo pubblico un accessibile dance-rock.

Alcune foto del 1985:

  

 

 David Bowie durante una data del Sound+Vision Tour (1990)

 (1991)

 (1995)

 (1996)

  (1997)

L’album di fine millennio, ‘hours..’(1999), in occasione del quale David rispolvera il look “capellone” di inizio anni settanta, contiene il singolo di successo Thursday’s Child.

 

    (2002)

  (2003-2005)

  (2006-2010)

 (2016)

 

ANCHE NEI VIDEO…

Bowie in Ashes to Ashes è un Pierrot ferito, un astronauta prigioniero di un ambiente stile “Alien” di Ridley Scott, è prigioniero in una cucina che esplode, poi in una stanza dalle pareti imbottite.

“Let’s Dance” (protagonisti due giovani aborigeni australiani tentati dalla civiltà occidentale) e “China Girl” (entrambi di Mallet), la satira sulle religioni di “Loving The Alien”, fino alla polemica sociale antiamericana di “Day in Day Out” (con al centro una ragazza madre che vive per strada), a tratti piuttosto cruda e scioccante.

“Little Wonder”. Il video più bello del Bowie anni Novanta. Protagonisti del filmato sono una serie di cloni di Ziggy Stardust che si aggirano per una Londra cyberpunk, ma il tocco più inquietante all’ambientazione lo forniscono pupazzi zoomorfi e altri oggetti (enormi bulbi oculari) su cui sono proiettate immagini di volti agitati.

Molto più dimesso il video per “I’m Afraid of Americans”, sempre dello stesso periodo.

“Space Oddity”. La canzone del 1969 da cui è cominciato tutto. Il video viene girato anni dopo, in seguito alla fama ottenuta con l’album di Ziggy Stardust, dal fotografo Mick Rock. Costui è il vero biografo del primo Bowie e, pur non avendo a disposizione budget significativi (come anche questo filmato attesta) riesce a creare una sua iconografia rock che contribuisce non poco alla costruzione della star del glam, firmando anche i promo di “Jean Genie” e “John I’m Only Dancing”. Il suo video più notevole è forse quello per “Life on Mars?”, con Bowie trasformato in una figura eterea, quasi dissolta nel colorismo pittorico del vestito e dal bianco dello sfondo.

  

“Thursday’s Child”è l’ultimo grande videoclip di Bowie intuendo che “internet kills the video stars”. Il filmato contiene una delle tematiche fondamentali nella galleria visiva bowiana, ovvero il Tempo, la degenerazione del corpo, già affrontata nel video di “Look Back in Anger”, dove il divo era una sorta di Dorian Gray al contrario, o in “Miriam si sveglia a mezzanotte”, dove invecchiava orribilmente in pochi minuti.
Qui si vede il cinquantenne Bowie che fissa la sua immagine allo specchio in un bagno, mentre la sua donna si cambia le lenti accanto a lui. Pian piano le immagini riflesse dei due vengono sostituite da quelle di due ragazzi, tra cui un alter ego di Ziggy Stardust incredibilmente somigliante, fino a che il Bowie anziano si volta a baciare la fanciulla, ritrovando però al suo posto la sua compagna, indifferente.

Il video Lazarus dell’ultimo album “Blackstar” (2016) diretto da Johan Renck, è ambientato in una casa decisamente tetra e si apre con Bowie bendato, a letto. Quasi come in un ospedale psichiatrico. Renck ha diretto anche il cortometraggio per il primo singolo, Blackstar.

Alcuni fotogrammi del video:

  

 

 

 

 

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Informazioni su gloriamagnone

Hi to everyone! My name is Gloria Magnone. I was born in Como in 1996. The passion for the world of Fashion began when I was very little and I draw (in the child limits) my first sketches. Then, I decided to attend a very special high school. It's a technical high school called "Setificio" located in Como. The name of the course was "Textile" and I learned many things about textiles (fibres, machines and the different process to make wovens), chemistry, CAD and marketing of fashion. After my graduation I decided to continue education in Fashion with technical bases of textiles. So, now I'm attending a post graduation course in Milan where I can study how to work in Fashion industry. I decided to create this blog to communicate with you what I like from catwalks, fashion events, exhibitions and more. I am also interested in Art and Design and I will talk about it with little focus. I hope you will enjoy my blog!

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